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domenica 13 novembre 2011

Fuori dai coglioni

L'Italia berlusconiana è la peggiore delle Italie che ho mai visto, per volgarità e bassezza. Il berlusconismo è la feccia che risale il pozzo. Gli italiani devono vedere chi è questo signore. Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, al Quirinale, al Vaticano, dove vuole. Soltanto dopo saremo immuni.

A dire queste parole fu il grande Indro Montanelli, ben dieci anni fa. Chissà cosa avrebbe pensato oggi, se fosse stato ancora in vita. Scene incredibili nelle piazze: gente che festeggia, come se fosse l'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze. Una scuola durata 17 anni: anni di menzogne, leggi ad personam, barzellette, bunga bunga, conflitti di interessi, processi, figuracce, leggi vergogna, compravendite, mafiosi, logge massoniche,  e scusate se tralascio qualcosa.

Come ha scritto Travaglio, è stato bello. Però, adesso, fuori dai coglioni. Mi auguro che si vada alle elezioni quanto prima, con una nuova legge elettorale. E' ovvio che un governo tecnico, composto dagli attuali parlamentari rimpastati alla bell'e meglio, non farà molta strada. Tanto più se ci sarà Gianni Letta messo là in mezzo come il fantoccio berlusconiano (cambiare tutto per non cambiare nulla) . 

Monti viene allo stesso tempo elogiato e temuto. Elogiato, perché economista di caratura internazionale; temuto, perché sarebbe uomo vicino alle banche, e come tale difensore degli interessi dei ricchi, a discapito dei poveri. Di una cosa sono certo: per quanto brutto possa essere il nostro futuro governo, non potrà mai essere peggiore di quello che abbiamo avuto in questi anni.

In rete gira un video satirico, con un montaggio ad hoc del famoso discorso della discesa in campo di Berlusconi, in cui gli viene fatto pronunciare: “Ho rassegnato le dimissioni. A tutti voi, da Nord a Sud vi dico che è possibile farla finita con Forza Italia”.

venerdì 14 ottobre 2011

Una boiata pazzesca

Date le recenti dichiarazioni del ministro della giustizia Nitto Palma, circa la responsabilità civile dei giudici, che dovrebbero "pagare i loro errori" , segnalo un articolo del grande Bruno Tinti, ex magistrato e persona che ha il raro dono di fare degli esempi.
Sempre più spesso si sente dire che i giudici commettono errori e restano impuniti: secondo queste persone, l'errore sorgerebbe quando una sentenza di primo grado verrebbe successivamente ribaltata (in appello o in cassazione) . Quello che sfugge ai più (o che non viene detto) è che il giudice decide secondo coscienza; che un ribaltamento non sta a significare che la decisione precedente sia sbagliata e che l'ultima in ordine di tempo sia giusta; che l'ultima sentenza emessa non ha un valore intrinsecamente superiore alle altre; che l'accettazione del grado più alto di giudizio è una convenzione sociale (altrimenti, per ciascuno varrebbe la sentenza a lui più favorevole) ; e soprattutto che una legge sulla responsabilità civile dei giudici esiste già dal 1988, e dice che il cittadino vittima di provvedimenti giudiziari causati da:

  1. una grave violazione di legge
  2. l'affermazione di un fatto la cui esistenza è incontrastabilmente esclusa dagli atti del processo
  3. la negazione di un fatto la cui esistenza risulta incontrastabilmente dagli atti del processo
  4. l'emissione di un provvedimento concernente la libertà della persona fuori dai casi consentiti dalla legge oppure senza motivazione
  5. diniego di giustizia (omissioni o ritardi ingiustificati nelle sentenze o in altri provvedimenti)

ha diritto al risarcimento del danno, che avviene in modo indiretto. Lo Stato risarcisce il cittadino, e poi si rivale sul magistrato, ma solo per una cifra che non superi il terzo del suo stipendio annuale.

Fatte queste precisazioni, ecco l'articolo di Tinti:

Il dubbio è se ci fanno o ci sono. Voglio dire: pensano davvero che l’imputato riconosciuto innocente in Appello dopo che pm, gip e Tribunale lo hanno intercettato, messo in prigione e condannato, abbia diritto a un risarcimento del danno? Oppure tutto questo casino sulla responsabilità civile dei giudici “che sbagliano” è fatto perché il boss, per l’ennesima volta, è processato per gravi reati e rischia la prigione? La risposta è sì e no. Gente come Santanché e Gasparri probabilmente lo pensa davvero; ma siccome non sanno quello che pensano (almeno in questa materia), la cosa non ha importanza. Gente come Alfano e Ghedini lo sa benissimo che si tratta di stupidaggini; ma B. è alle corde e qualcosa si devono inventare. E questo sì che ha importanza. Perché il problema è serio: se ci riescono a fare questa cosa, di processi se ne faranno proprio pochi.

Proviamo con gli esempi, visto che di chiacchiere ce ne sono state a tonnellate. Rapina alle poste; due testimoni vedono in faccia il rapinatore e in questura lo riconoscono su foto segnaletica: è Pippo, già condannato 3 volte per lo stesso reato. Il pm chiede la cattura al gip che è d’accordo; così, dopo un paio di mesi, Pippo finisce in prigione. Dice che è innocente e che il giorno della rapina, il 25 marzo, lui era in Spagna, a Marbella, insieme con la sua fidanzata Lucia. Rogatoria estera; al giudice spagnolo la ragazza dice che è proprio vero, il 25 marzo stavano insieme. “Siamo andati a Porto Banus, poi abbiamo mangiato a La Moraga, poi siamo andati a fare compere al Corte Inglès, poi siamo andati a giocare a tennis al circolo di Manolo Santana e poi abbiamo cenato lì.” Il giudice chiede da quanti giorni Pippo era a Marbella. “Eh, 2 o 3”. “E il giorno prima, il 24 marzo, cosa avete fatto?” “Eh, boh, cioè, non so. Ah sì, siamo stati al mare.” “Al mare dove? Nikki Beach? Playa Fantastica?” “Mah, al mare, adesso non mi ricordo.” “Tutto il giorno?” “Beh no, poi siamo andati a fare compere.” “Dove?” “Mhhh” “E il giorno dopo, il 26 marzo?” “Ma insomma, adesso non mi ricordo, e poi che c’entra con la rapina?” Il Pm non crede a Lucia, crede ai testimoni che hanno riconosciuto Pippo e chiede il rinvio a giudizio; il Gip la pensa come il Pm e anche il Tribunale: 5 anni di prigione. In Appello l’avvocato di Pippo dice che Lucia ha importanti rivelazioni da fare (in Tribunale non è stata sentita, era irreperibile e quindi sono state accettate come prova le dichiarazioni rese in Spagna). E Lucia spiega tutte quelle cose che prima non ricordava. Tutto racconta, per filo e per segno. La Corte d’Appello ci crede e assolve Pippo.

Bene. Errore dei primi giudici? Responsabilità civile? Risarcimento del danno? Ma mi facci il piacere! come diceva Totò. Ma Pippo è innocente, è stato assolto, si è fatto la prigione inutilmente, è un errore giudiziario! Vero è: c’è stato un errore giudiziario. Ma quando? In Tribunale o in Appello? E comunque, qual è stato l’errore dei giudici? Credere ai testimoni e non a Lucia? O credere a Lucia e non ai testimoni? Chi può saperlo? Sì, ma questo è un esempio fuorviante, fatto apposta per turlupinare gente che non sa niente di legge. Va bene; allora proviamo con un altro.

B. è processato per prostituzione minorile: si è accoppiato con Ruby quando questa aveva 17 anni; così dice l’accusa. Le prove? soldi a sfascio da B. a Ruby; frequentazione notturna di Ruby nella casa di B.; contesto (il contesto è importante, anche per legittimare le bestemmie; figuriamoci per valutare se Arcore era trasformato periodicamente in un casino oppure no) di spogliarelli, lap dance, bunga bunga e allusioni, ricatti e minacce da parte delle puttane. I documenti di Ruby dicono che è minorenne. Secondo le intercettazioni lo sapevano tutti. Mettiamo che in Tribunale salti fuori che, in un ufficietto di un paesino del basso Marocco, è stato trovato un registro da cui risulta che Ruby è più vecchia di 2 anni: in tutti gli atti e documenti ufficiali Ruby è nata nel 1994; ma lì, nel registro del paesino, no, lì è nata nel 1992. Il Tribunale non ci crede a questo registro e ficca a B. un paio d’anni di galera. In Appello invece ci credono. E allora? Chi ha ragione? Tribunale o Corte d’Appello? E chi condanniamo al risarcimento del danno, i primi giudici o i secondi?

Lo vedete che questa storia della responsabilità civile è una bufala? Ma ci saranno casi in cui i giudici commettono errori veri (quelli paragonabili alla pinza che il chirurgo ti lascia nella pancia)? E come no! Per esempio potrebbe essere stata intercettata una telefonata tra B e Fede. B: “Sai quella Ruby che hai portato ieri a cena? M’attizza da morire. Però, già ho passato un sacco di guai con Noemi, qui voglio andare sul sicuro. 18 anni li ha compiuti? Garantisci tu?” Fede: “Vai tranquillo, ho visto i documenti; 24 anni ha, un fiore”. Ecco, se, senza valutare affatto questa conversazione, facendo come se non ci fosse mai stata, il Tribunale condannasse B.; allora sìche i giudici sarebbero civilmente responsabili.

Casi rari, ma succedono. E infatti c’è una legge, la n. 117 del 1988 che se ne occupa: se un giudice commette un errore (ma un errore vero, non una valutazione giuridica o fattuale diversa da quella di un altro giudice) deve risarcire il danno. Con due caratteristiche particolari, una giusta e una sbagliata. Quella giusta: il danneggiato chiede il risarcimento allo Stato che poi se lo fa restituire dal giudice. È un bene: così è sicuro di prendere i suoi soldi; un giudice nullatenente potrebbe anche essere condannato ma il danno non lo risarcirebbe mai. Quella sbagliata: il giudice restituisce allo Stato al massimo una somma pari a un terzo del suo stipendio annuale. Perché questa limitazione? Se ha sbagliato paghi per intero.

Ho detto che il problema è serio. Provate a pensarci: vi piacerebbe decidere sapendo che, se un vostro collega in Appello o in Cassazione, la pensa diversamente da voi, c’è sempre qualcuno che vi può chiedere un sacco di soldi? L’imputato, in caso di condanna, assoluzione; la parte offesa, in caso di assoluzione, condanna. Ci sono tanti altri modi di guadagnarsi la vita!

mercoledì 26 gennaio 2011

La democrazia di Berlusconi/bis

Questa volta è condensata in 2:09 minuti:





Questo è quello che dicono del cosiddetto "caso Ruby" i principali quotidiani esteri: http://www.polisblog.it/post/9442/rassegna-stampa-estera-berlusconi-ruby-e-litalia-nel-bunga-bunga

L'altro giovedì mi è capitato di vedere la Santanché ospite ad Annozero: una delle peculiarità di queste persone è che riescono a far diventare violenta anche la gente normale, tant'è che, ogni volta che apriva la bocca per strillare, interrompere e ocheggiare, mi prendeva un'irrefrenabile voglia di prenderle il muso a bastonate. Davvero non capisco come gli altri in studio riescano a sopportare la sua presenza, tanto più che, anziché dire cose intelligenti, basa i suoi interventi esclusivamente sul fatto che la trasmissione sia faziosa e diffamante (falso, ma vogliamo parlare anche della nota imparzialità del TG1, del TG4, del TG5, di Studio Aperto, di Porta a Porta?) e sulla proposta/invito (ancora non si è capito bene cosa sia) di non pagare più il canone per finanziare programmi come quello, noto covo di rossi bolscevichi. Altro non dice, anche perché ci sarebbe poco da aggiungere: la campagna pro Silvio è stata lanciata in pompa magna da tutti i media amici (che poi sono la maggior parte) , con tanto di intervista di Alfonso Signorini a Ruby, che ha parlato della sua infanzia difficile e di come Berlusconi sia un gran benefattore, che ama elargire soldi a destra e a manca a belle ragazze (oh, mai che li avesse dati a qualche racchia ugualmente bisognosa) , perché dotato di buon cuore, a differenza di quegli insensibiloni ed invidiosi detrattori che non fanno altro che criticarlo.

Ora il Cavaliere, se venissero riscontrati reati, rischia fino a 3 anni per prostituzione minorile e fino a 12 anni per concussione (la telefonata in Questura dove, secondo l'accusa, ha fatto pressioni per far rilasciare Ruby, inventando che fosse la nipote di Mubarak) . C'è già chi paragona il suo caso a quello di Craxi, da politico potente (e amico di Silvio) a caduto in rovina perché disonesto. E si capisce anche perché oggi si faccia a gara per riqualificarlo: santificare i morti per legittimare i vivi.

mercoledì 24 novembre 2010

La democrazia di Berlusconi

E' condensata in 4:29 minuti:







Applausi, invece, all'intervento di Corrado Guzzanti, ospite del programma Vieni Via Con Me, di Fabio Fazio e Roberto Saviano:



giovedì 2 settembre 2010

Milan d'assalto

Si scrive Milan, si legge Berlusconi. A maggior ragione ora, dopo che gli animi di tifosi e giornalisti si sono infiammati alla notizia degli acquisti di Ibrahimovic prima e Robinho poi. Il Milan mette la quinta, Berlusconi mette mano al portafoglio, e, parafrasando Santoro, la stagione può cominciare. Una campagna acquisti politica, con la doppia funzione di riconquistare il tifoso milanista, quello affranto dalla cessione dell'incedibile Kakà e dai discorsi sul fair play finanziario, e far presa sulle masse, alla ricerca del consenso popolare, in vista di un futuro (ma non troppo) ritorno alle urne. Dopo le contestazioni dello scorso anno, il Berlusca completa il restyling del suo Milan: via Leonardo, troppo poco accondiscendente, dentro Allegri, un allenatore votato all'attacco, ma subordinato al Presidente. Seguono interviste celebrative.

Il trio là davanti fa paura, e, sulla carta, dovrebbe spazzolare tutte le difese. Ma a calcio si gioca in 11, e resto dubbioso sulla resa di alcuni trentenni come Zambrotta, Ambrosini, Gattuso, Seedorf, nonché sulle condizioni fisiche di Nesta. Vedremo cosa si inventerà Allegri per disegnare questo Milan d'assalto.

Infine, un saluto ad un grande giornalista come Roberto Beccantini, che ha chiuso il suo blog (o il suo ospedale, per dirla come lui) , per andare in pensione dopo anni di onorata carriera. Mi mancherai, Primario!