sabato 4 dicembre 2010

Morte, clero e libertà

Ultimamente non ho tanto tempo libero, causa studium di varia natura (sia musicale, soprattutto musicale, che universitario) , e così il blog non è stato aggiornato più di tanto. Appena avrò un attimo recupererò gli arretrati. Nel frattempo incollo un intervento di un grande giurista, Bruno Tinti, che parla della morte del suo amico Mario Monicelli. Si intitola "Morte, clero e libertà" , reperibile anche su Toghe Rotte, linkato nella colonna a sinistra (blog preferiti) . Buona lettura.


Morte, clero e libertà

Un mio amico si è ucciso. Era stanco, aveva perso gioia e interesse. Sono stato molto triste. Non per la sua morte: era stata una sua scelta da rispettare. Ma per la mia vita: perché mi sarebbe mancata la sua intelligenza e la sua cultura. E soprattutto per la sua, di vita, per la tristezza e il vuoto che l’avevano portato a decidere di liberarsene. Non sono stato capace di stargli vicino, ho pensato. Comunque sono andato a salutarlo. Lui non credeva, come me. Un laico tollerante e silente, la vita poneva ben altri problemi. Ci arrabbiavamo un po’ per l’approccio confessionale alle miserie degli uomini; e molto di più per la loro strumentalizzazione. Ma non se ne discuteva: quando la si pensa nello stesso modo c’è poco da dire. E, per fortuna, noi avevamo così tante idee diverse.

Come ho detto sono andato al cimitero; alla sala delle cremazioni, così aveva deciso il mio amico. Niente cerimonia religiosa, il che mi sembrava logico visto il suo suicidio: conservavo una vaga memoria, forse errata, che ai suicidi non fosse consentito il riposo in terra consacrata; che, per un credente stanco e depresso, mi era sempre sembrato l’ultimo insulto. E poi avevo saputo da un amico che c’era un biglietto: niente cerimonie religiose, solo cremazione. All’ingresso del cimitero c’era tanta gente; il mio amico era una persona nota, molto stimato; e amato profondamente da molti, anche se aveva una personalità complessa. Proprio questo aveva attratto molti di noi.

E lì siamo stati intercettati. Un prete, che avevo già notato fermo all’ingresso, intento alla predica per un funerale precedente, ha fermato la macchina con la bara, ha fermato tutti noi che la seguivamo e ha iniziato una nuova predica. Preghiamo per lui, uomo di fede, buono, marito affettuoso, padre esemplare, Dio lo accoglierà, la vera vita, ci sarà sempre vicino, insomma tutto il repertorio. Sono rimasto perplesso, poi arrabbiato. Ho chiesto a un altro amico (che era in condizione di saperlo) “ma, non aveva lasciato un biglietto in cui aveva detto niente preghiere …”. “Questa non è preghiera, è liturgia della preghiera”, mi ha risposto. Naturalmente non ho capito quale fosse la differenza e perché il mio amico, che non voleva cerimonie religiose, avrebbe dovuto dispiacersene di meno. Ma ho taciuto. C’era la sua famiglia e non volevo aggiungere dolore a dolore. Poi ho parlato con un altro amico e gli ho fatto la stessa domanda. Intelligente, saggio, furbo come è sempre stato, mi ha detto “Sai, adesso non gliene importa più nulla”.

E io sono rimasto a chiedermi se era giusto fare violenza ai morti; se era giusto non rispettarli; se era giusto lasciare una sentinella in servizio permanente all’ingresso dei cimiteri, per intercettare bare e fare propaganda; se era giusto approfittare di un momento di minorata difesa per sottoporre tutti a una liturgia (eh, si, su questo il primo amico aveva ragione) che il morto e molti suoi amici non condividevano e non desideravano. Mi sono chiesto soprattutto se questa prevaricazione fosse coerente con il messaggio di amore (ma non di rispetto) che quel sacerdote ossessivamente ripeteva davanti a tutte le bare che gli passavano davanti e che contenevano ciò che restava di un uomo e della sua libertà.

mercoledì 24 novembre 2010

La democrazia di Berlusconi

E' condensata in 4:29 minuti:







Applausi, invece, all'intervento di Corrado Guzzanti, ospite del programma Vieni Via Con Me, di Fabio Fazio e Roberto Saviano:



lunedì 8 novembre 2010

Un hard disk fa

A distanza di due anni dall'ultima morte tecnologica (manco a dirlo, un altro hard disk) , la sfiga è tornata a bussarmi alla porta, avendo evidentemente un conto in sospeso col sottoscritto. Un attimo prima navigavo beato e tranquillo sul web, con un curioso rumorino meccanico di sottofondo, un attimo dopo mi si pianta il Mac, con tanto di rotella colorata che prende a girare all'infinito. Ci sono già passato altre volte per non rendermi conto di cosa sia successo: bye bye al disco rigido e vecchi dati persi per sempre (a meno di spese da millemila euro per il "recupero professionale") . Sono seguiti smadonnamenti vari, nonché una (inutile) procedura di ripristino, nella vaga speranza che si fosse trattato di un problema meno serio. Che risate: di partire, manco po' cazz, come si dice a Napoli.

Ne ho approfittato per dirottare la mia sete informatica sul vecchio pc fisso, fingendo di dimenticarmi che ha qualche problema. Per la precisione, non si avvia. Essendo Windows stato creato per incasinare le persone, ha preso, da un giorno all'altro, senza uno straccio di motivo, a sbattermi in faccia il famoso blue screen of death. Vatti a fidare della tecnologia! E' incredibile quanto siamo schiavi delle macchine, di quanta fiducia riponiamo in loro e di quanto ci possano lasciare in merda, guastandosi da un giorno all'altro. Meditate gente, meditate!

Tra l'altro, il problema non l'ho ancora risolto: dovrebbe essere un difetto hardware (la scheda video) . Nel frattempo ho:
  1. Scaricato e installato decine di driver video, dai più nuovi ai più obsoleti
  2. Pulito il registro di sistema dopo ogni installazione fallita
  3. Aggiornato il BIOS
  4. Avviato/riavviato/avviato in modalità provvisoria un numero infinito di volte
  5. Aggiornato XP al Service Pack 3
  6. Aggiornato XP a Windows 7
  7. Reinstallato, conseguentemente, tutti i driver delle periferiche
Per adesso gli esperimenti continuano.

Un consiglio, per chi di voi non ci ha già pensato: fate sempre un backup di tutti i dati!!! Ho imparato a mie spese, dopo la rottura del primo hard disk. Stavolta mi sono salvato il culo. Ho perso comunque tanta roba, ma ricominciare da zero sarebbe stato un suicidio. A scrammentu, come si dice da queste parti.

martedì 26 ottobre 2010

Krasic cascatore non piace a nessuno

Confesso che, quando l'ho visto cadere, mi è sceso un po' il mito (abilmente pompato dai media) del campione sportivo senza macchia. Lui che in questo periodo sta letteralmente trascinando la Juve, elogiato da tutti come il nuovo Nedved, per via della somiglianza col pallone d'oro Ceco (i maligni dicono anche nei tuffi) , in fondo è umano come tutti gli altri. Perfino troppo, furbate comprese. E così succede che il centrocampista Serbo fa un bel tuffo in area di rigore del Bologna, ingannando arbitro e guardalinee, che, a dirla tutta, hanno dimostrato una certa inadeguatezza, per essere stati gabbati a quel modo. Krasic si sarebbe preso un bel cartellino giallo per simulazione e tanti saluti al penalty. Invece no, viene fischiato un rigore inesistente, e sul dischetto si presenta Iaquinta, uno che di solito li butta dentro. Sarà stata la giustizia divina, sarà stata l'emozione, sarà stato un mix tra la bravura del portiere Viviano e la scarsa mira dell'attaccante calabrese, fatto sta che il rigore viene parato. E meglio così: sarebbe stato deprimente vincere con un imbroglio, specie considerando il recente passato bianconero. In questo senso sono concorde con il dg Marotta: chissà quante polemiche ci sarebbero state, in caso di vittoria rubata.

Oggi il giudice sportivo Tosel ha squalificato Krasic per due giornate, grazie alla prova tv. Pena giusta, così come successe ad Adriano, Zalayeta ed altri: chi sbaglia deve pagare. Quello che mi ha un po' infastidito è stato l'atteggiamento dei dirigenti Juventini, pronti a prendere le parti del giocatore, sostenendo che il tuffo sia stato un gesto istintivo, non una simulazione vera e propria. Ovviamente, ognuno tira l'acqua al suo mulino, specie quando in ballo ci sono interessi milionari. Solo che a molti sfugge un fatto piuttosto semplice: perché Krasic, se è caduto senza l'intenzione di simulare, non è poi andato dall'arbitro a dirgli che non era rigore?
Pessimi anche i commenti a caldo di Maurizio Pistocchi, che, nell'intento di fare una battuta, scade in un infelice gioco di parole.

Io voglio credere che si sia trattato solo di un episodio, brutto, ma pur sempre un episodio. Se tutto l'entourage bianconero si è affrettato a dire che Krasic è un giocatore onesto e leale, non resta che dargli l'occasione di dimostrarlo, scontata la squalifica. Perché, diciamocelo, Krasic cascatore non piace a nessuno. Nemmeno a lui.

sabato 23 ottobre 2010

Il nuovo MacBook Air è un concentrato di tecnologia

E' spesso solo 1,7 cm, e arriva fino a 3 mm.
In altri contesti, quest'affermazione sarebbe quantomeno preoccupante, tanto da ridurci a zimbelli della situazione. Ma, se a pronunciarla è Steve Jobs, e se l'oggetto di tanta piccolezza è il neonato MacBook Air, tutto assume una valenza differente. Quella di pregio, per l'esattezza.
Gli ingegneri della Apple, forti dell'esperienza iPad (almeno è servito a qualcosa) e iPhone, hanno progettato il nuovo MacBook con la memoria flash, ottimizzando lo spazio, in modo da incrementare le prestazioni della batteria. Infatti, come riporta il sito della Apple, "il nuovo MacBook Air è 100% flash, ma in un modo completamente diverso. Di solito i chip di memoria flash sono racchiusi in un alloggiamento grande quanto un disco rigido tradizionale, ma lo occupano solo in minima parte. Eliminando l’alloggiamento e usando solo i componenti essenziali (cioè i chip), l’ingombro si riduce del 90%. Così c’è posto per altre cose importanti, come una batteria più grande. Il risultato è un portatile dal peso irrisorio che funziona per ore con una singola carica. "

Intanto, su iFixit, non hanno perso tempo: sono già presenti le immagini del modello da 11,6 pollici smontato. Da segnalare l'introduzione del guscio unibody in alluminio, che riduce lo spessore e garantisce una maggiore robustezza.

Per le specifiche complete c'è il sito della Apple. Qua sotto, invece, un video con l'unboxing del nuovo gioiellino.


domenica 17 ottobre 2010

Lezioni di giapponese

Chi di noi non ama il giapponese? E chi di noi, dopo aver assistito a lezioni come quelle sotto, non incomincerà ad amarlo?














Chi l'ha detto che studiare è noioso?