mercoledì 4 settembre 2013

September

















September, andiamo. E' tempo di migrare. Un mix tra D'Annunzio e gli Earth Wind & Fire per inaugurare il nono mese dell'anno,    il meno amato dagli studenti e quindi anche da me, che sto per diventare un super-veterano universitario.
La stagione musicale volge al termine: quest'anno è stata veramente impegnativa, tra repertori da preparare, trasferte da affrontare e... discussioni da intavolare. Da una semplice frase, innocua nei contenuti, è scaturito un duro botta e risposta che mi ha visto protagonista e che ha confermato, se mai ce ne fosse stato bisogno, che dentro i leoni talvolta si nascondono dei conigli (per evitare facili rime baciate) .


Dopo il recente acquisto della M3, trovata ad un prezzo stracciato e subito accaparrata (con buona pace della Triton, che dopo 12 anni si gode la meritata pensione) , il prossimo passo sarà dotarsi di un buon sistema in-ear, per non dover più dipendere dai fonici (alcuni dei quali sono braccia levate all'agricoltura) e preservare l'udito, bene quantomai prezioso per un "musicante" .
Se tutto andrà bene, me la sbrigherò entro fine mese. Seguiranno aggiornamenti ;-)

mercoledì 12 giugno 2013

La mia banca è differente













Leggo e condivido un articolo di Eduardo Di Blasi sulle banche (nel suo caso, su una in particolare) e le loro magagne economico/burocratiche:


La mia banca è differente. Ad esempio: cinque anni fa mi ha fornito un mutuo “prima casa” (quello che prevede la residenza dell’acquirente), e adesso afferma di non sapere dove io abiti. La mia banca è differente perché, pur non sapendo dove io risieda, per quattro anni – come per magia – mi ha mandato la corrispondenza nella casa dove NON sapeva che io abitassi.
 
La mia banca è differente perché dopo aver mandato tutta quella posta per anni a intasarmi la buca delle lettere, mi ha mandato l’unica comunicazione importante, quella in cui c’era scritto che potevo optare tra un tasso variabile e uno fisso per me assai vantaggioso, a un indirizzo a caso.
 
La mia banca è differente perché quando sono andato a spiegare le mie ragioni, mi hanno detto che dovevo compilare un modulo in cui chiedevo alla banca il cambio di residenza. La mia banca è differente perché una volta chiarito che con quel foglio sarei andato da un bravo avvocato, mi è stato strappato dalla direttrice di filiale davanti agli occhi.
 
La mia banca è differente perché una volta spiegatole che da quattro anni mi mandava la posta all’indirizzo di casa, ha detto: “Lo dice lei. Deve dimostrarlo”. La mia banca è differente perché una volta ritornato in filiale con alcune delle missive ricevute negli anni ha detto “ah, vabbè” senza aggiungere altro.
 
La mia banca è differente perché quando le ho chiesto di calcolare il tasso fisso che doveva applicare al mio mutuo, ha sparato una cifra a cazzo “altissima” dicendo che non mi conveniva. La mia banca è differente perché quando gli è stato chiarito che il mio mutuo prevedeva un tasso già inserito nel contratto sottoscritto tra noi mi ha risposto candidamente: “Ma noi non lo abbiamo il suo mutuo”.
 
La mia banca è differente perché, persa un’altra mezza giornata di lavoro per portargli il contratto di mutuo, mi ha detto: “Dobbiamo farlo studiare a Siena”. La mia banca è differente perché, persa un’altra mezza giornata di lavoro, mi ha detto che Siena aveva sancito che i termini per optare su un tasso fisso “erano scaduti il 10 aprile” e che loro avrebbero provato a “fare qualcosa”.
 
La mia banca è differente perché una volta letto il mutuo, si comprendeva che quella data non implicasse assolutamente nulla. Letto il mutuo con me la direttrice di banca ha convenuto.
 
La mia banca è differente perché “per l’opzione deve mandare una raccomandata con ricevuta di ritorno, c’è un modulo”. E il modulo però “non ce l’abbiamo, ma lei è giornalista, saprà cosa scriverci”. La mia banca è differente perché mandata la raccomandata con ricevuta di ritorno, mi ha confermato giorni dopo che quella era arrivata. La mia banca è differente perché pochi giorni oltre mi ha detto “non c’è nessuna raccomandata”.
 
La mia banca è differente perché dopo quattro settimane in cui la responsabilità rimpallava tra Roma e Siena, ha deciso di prendersi dal mio conto corrente 765,44 euro al titolo “rata mutuo a tasso variabile”.
La mia banca è differente perché una volta richiesto il motivo del prelievo mi ha finalmente rassicurato: “A Siena hanno accettato la sua richiesta, le restituiremo subito quanto le abbiamo erroneamente prelevato”.
 
La mia banca è differente perché a distanza di una settimana non solo non mi ha restituito una cifra che forse poteva essermi utile tenere, ma dice che lo farà solo quando a Siena avranno calcolato l’entità della rata del mio mutuo. Ora si tratta di fare tre addizioni, un paio di divisioni e un altro paio di moltiplicazioni, ma pare operazione infinitamente complessa. Frattanto mi spiega la sempre cortese impiegata “ci hanno detto di non toccare niente”.
 
La mia banca è Mps. Ancora mi chiedo, con questa organizzazione teutonica, come abbiano fatto a farsi fregare centinaia di milioni di euro.

domenica 21 aprile 2013

Gerontocrazia

















Non scrivo da un po', combattuto tra i tanti impegni e la pigrizia congenita. Molte cose sono successe in questi mesi, ma mai mi sarei aspettato di dover aggiornare/rimuovere il papabanner. Diavolo di un Ratzinger.

A parte questo, all'indomani dell'elezione del nuovo Presidente della Repubblica, non posso che applaudire alla scelta operata dal Parlamento, che, in un momento così difficile della storia del nostro Paese, mostra unità d'intenti, lungimiranza e senso civico . Spiego subito perché:

  1. In completa coerenza con quanto ha sempre sostenuto (smacchieremo il giaguaro, ecc. ecc.) , il PD stringe un accordo con il PDL per la candidatura di Franco Marini. Questo provoca una frattura all'interno del PD stesso, che altro non rappresenta se non la fine di Bersani e della sua leadership, che sta a lui come la castità sta a Rocco Siffredi (peraltro votato da qualche buontempone. Ma si: allegria! Tanto è tutto un gioco) .
  2. Dopo il primo fallimento e l'orripilante idea di proporre "Max the fox" D'Alema come alternativa condivisa, la scelta vira su Romano Prodi, che, intervistato qualche giorno prima, affermava di essere ormai fuori dai giochi della politica. Infatti i suoi lo fanno fuori stricto sensu, tanto per trasferire sul piano concreto le sue dichiarazioni. 
  3. A questo punto rimarrebbe Stefano Rodotà, uomo gradito ai Grillini, che promettono di votare la fiducia ad un governo PD, qualora si converga sulla figura dell'ex Garante della privacy. Rodotà è uomo di sinistra, persona autorevole, giurista di caratura internazionale, figura che dovrebbe incontrare un consenso bipartisan, per altro incentivato dalla proposta del voto di fiducia. Sembrerebbe la scelta più logica: invece cosa combinano PD e PDL? Vanno in processione al Quirinale. Obiettivo? Napolitano.
  4. Ed è così che, per il bene del Paese ("una responsabilità a cui non mi posso sottrarre") il prossimo ottantottenne Giorgio Napolitano, Presidente uscente, in barba alla prassi costituzionale che non prevede un secondo mandato, accetta il reincarico per altri sette anni, ovvero fino a quando ne avrà novantacinque. Un giovinetto, sostenuto da chi fino all'altro ieri gli dava del comunista, dell'uomo di parte, del nonno da salotto. Ma è tutto passato, in nome dell'Italia e degli italiani. E dei partiti.

Articolo 87, comma I, della Costituzione della Repubblica italiana:
Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale.

Siamo rappresentati da un ottantottenne con un piede nella fossa. Come cantavano gli Area: Gerontocrazia.

lunedì 19 novembre 2012

G.A.S.? No, RAM!













Da tempo pensavo a come sostituire la Triton Le, la workstation con cui ho iniziato a suonare in gruppo. Ero orientato ad un cambio principalmente a causa dell'usura: dopo dodici (!) anni di utilizzo (leggasi "sfruttamento intensivo" ) , la tastiera comincia ad invecchiare, e non tutto funziona più come una volta, nonostante le cure maniacali amorevolmente prestate.
Dunque ho passato al setaccio tutto il mercato delle workstation, valutando pro e contro di ognuna, guardando ed ascoltando quante più demo possibili, con un occhio al cuore e l'altro al portafoglio. Le caratteristiche indispensabili del mio futuro acquisto sarebbero dovute essere:

  1. Suoni di qualità, complementari a quelli del mio setup (Nord Electro 3, Alesis Micron)
  2. Tastiera a 61 tasti, dal peso contenuto (sui 10 kg)
  3. Capacità di caricare campioni
  4. Prezzo "umano" (niente Kronos, per capirci)

Oltre questo, guardavo con interesse le specifiche circa polifonia massima, wave rom, flash ram, aftertouch, display ampio (possibilmente a colori e touchscreen) , motore di sintesi, complessità di editing e così via. Col passare del tempo, mi era preso un attacco di G.A.S. irrefrenabile. Il fatto è che una tastiera come la stavo cercando non esiste. Quella che più si avvicina ai miei desideri è la Korg Krome, ma non legge i campioni: perlomeno, non in via ufficiale. Stavo quasi rassegnandomi a cedere su uno dei quattro punti (suoni, peso, campioni, prezzo) , quando leggo casualmente una discussione su un forum, dove si chiedevano chiarimenti su come caricare dei campioni sulla TRITON LE! E lì sono cascato dal pero. Quando la comprai non avevo ancora il pc e non sapevo cosa fosse il sampling, così saltai a piè pari tutta quella parte del manuale. Mi ricordavo solo che c'era la possibilità di campionare, registrando direttamente l'audio dalla tastiera, con l'installazione di una scheda di espansione (EXB - SMPL) che, con gli anni, è diventata anacronistica ed antieconomica. Non mi ricordavo assolutamente che la Triton Le fosse dotata di due slot che possono ospitare fino a 64 MB di ram! Ed è stata una scoperta incredibilmente piacevole, perché ha spazzato via tutte le perplessità che avevo sui compromessi da adottare per il nuovo acquisto. La mia nuova workstation sarebbe stata... la mia vecchia workstation!
Certo, 64 MB oggi fanno un po' ridere, se pensiamo che il Motif XF può essere espanso con 2 GB di flash ram, però per quello che serve a me ce n'è d'avanzo. L'ho comprata su Ebay, pagata 30€ ed installata da solo, in cinque minuti. Ho già campionato dei suoni dal Micron, convertiti in formato Korg con Awave Studio (solo per Windows, mannagia!) e caricati sulla Triton Le tramite SmartMedia Card. Risultato? Al prossimo concerto, sabato, mi porterò una tastiera in meno, avendo esattamente gli stessi suoni. Ho ringiovanito la Triton e risparmiato tanti soldi! Per che cosa? Ma per gli in-ear monitor, naturalmente! Prossimamente seguiranno aggiornamenti... ;-)

domenica 14 ottobre 2012

The Aristocrats LIVE @ FBI 13/10/2012

Di ritorno dal concerto degli Aristocrats. Più che concerto, direi concertone! Un power trio con un tiro pazzesco e una sana dose di ironia, che non guasta mai e fa si che non li si prenda troppo sul serio, data l'aria plumbea che spesso accompagna musicisti di tale caratura.

Il gruppo è formato da Guthrie Govan (chitarra) , Bryan Beller (basso) , Marco Minnermann (batteria) . Proprio Minnermann, che era lì lì per entrare nei Dream Theater al posto di Portnoy, ha dato sfoggio di un tasso tecnico così elevato che mai avevo visto in un batterista. A chi piace il genere - che potremmo genericamente etichettare come prog - non può farsi sfuggire un musicista così talentuoso (senza nulla togliere agli ottimi Govan e Beller) , per me è uno di quelli che almeno una volta nella vita andrebbe visto in live! L'impressione è quella di trovarsi davanti ad un vero e proprio maestro del tempo, con una padronanza assoluta del ritmo, capace di fondere pari e dispari e rivoltare tutto come un calzino, sempre - ed è questa la cosa sconvolgente - con un sorriso a 32 denti stampato sulla faccia. Roba che, se fossi io a suonare, avrei un'espressione mista tra concentrazione e sofferenza.

La band galoppa, alternando sfuriate heavy rock a momenti più rilassati. Il repertorio è composto dal materiale del loro disco d'esordio, che replicano per intero. Govan, molto ispirato, gioca spesso con i suoni della sua pedaliera; Beller, che suona rigorosamente con le dita, durante i soli usa un wah.
Concerto per pochi intimi (ci saranno state un centinaio di presenze) , a conferma di quanto la qualità della musica, spesso, non sia proporzionata alla quantità del pubblico. Meglio così: sono riuscito a farmi autografare il biglietto e a scambiare due parole con tutto il terzetto, senza dover fare file interminabili allineato alla solita massa belante.

A fine serata, Minnermann ci ha regalato una perla del suo dizionario italiano: "E adesso, mi sparo una bella sega".

Un grandissimo.

martedì 9 ottobre 2012

Quello che mi (ci) aspetta

Leggevo un articolo intitolato "Giovani avvocati, lo schiavismo del nuovo millennio" , e mi sono cadute le palle in terra.
Niente di nuovo per i tempi attuali, solo un assaggio di vita reale, tanto per ricordare il futuro a chi, dopo anni di sacrifici suoi e (quando va bene) della sua famiglia, ottiene il tanto agognato pezzo di carta, e festeggia.

Non sono un prossimo laureato (ce ne vuole, ce ne vuole), ma già da adesso non ho alcuna voglia di festeggiare.

Esperienze personali:



FRANCESCA: LA MATERNITA’? SOLO DUE SETTIMANE. Mi chiamo Francesca, ho 33 anni e sono avvocato. Lavoro per uno dei più importanti studi di Napoli da oltre otto anni, cinque giorni la settimana, 12 mesi l’anno perché anche ad agosto lo studio è aperto per due settimane. Mai pagato il mese di agosto perché tanto non si fa niente… Trasferte in giro per i tribunali della Campania a dir poco sottopagate, ma il bello deve ancora venire! Rimango incinta, lavoro fino al giorno prima del parto oberata di adempimenti ed udienze, partorisco e dopo due settimane sono di nuovo al lavoro dopo molteplici chiamate, 2 giorni la settimana. Quando ritorno a lavorare a pieno regime sapete quanto mi viene offerto per i quattro mesi in cui ho lavorato ‘a mezzo servizio’? Cinquecento euro fatturati per quattro mesi, due volte la settimana per 8 ore ciascuna ovvero 0,5 centesimi l’ora quando una cameriera ne guadagna 8 l’ora senza laurea, master, specializzazioni e soprattutto Cassa forense da pagare. Questo è il magico mondo del lavoro che la nostra generazione ha di fronte e che diversamente dagli spagnoli subiamo senza in alcun modo reagire!


DANIELE, UNA MULTA PER OGNI ERRORE. Sono un giovane di 27 anni che a Dicembre proverà per la prima volta l’esame di abilitazione alla professione forense. All’inizio ho svolto la pratica in un piccolo studio, orario di ufficio, niente paga. Dopo 6 mesi ho iniziato a percepire qualcosa (130,00€ al mese) che piano piano è aumentato a 300,00. Fortunato?! Non proprio!. Se sbagliavo un atto o una lettera veniva scalata una “multa” dal mio stipendio. Ovviamente dovevo svolgere tutta la cancelleria, redigere atti, andare in posta, alle notifiche (alle 6 di mattina in coda dinanzi all’Unep competente), preparare le fatture e altro. Inoltre, dovevo gestire lo studio durante le “ferie” del dominus. Il mio cellulare era diventato un call-center, chiamate a tutte le ore (dopo il lavoro) e chissenefrega se ero a cena con la morosa o amici. Dovevo essere sempre reperibile, manco fossi un ingegnere nucleare!!!!. Un giorno il mio dominus si accorge che è stato smarrito un mini scanner (valore 130 ,00 € più iva), e si ricorda che 3 settimane prima lo aveva dato a me! Conclusione ho dovuto ricomprarlo (IVA compresa, ma il professionista non la scarica?!). Infine dulcis in fundo. il 29 dicembre 2011 (durante le festività natalizie) vengo lasciato a casa alle ore 22.00 tramite un sms perché mi sono rifiutato di recarmi in Tribunale a depositare un atto (non urgente) la mattina dopo, rendondomi disponibilissimo a depositarlo il lunedì successivo. Causa questa mia grande mancanza il mio dominus ha dovuto ritardare la partenza per la sua settimana bianca di 4 ore!!!!! Finita qui?! Assolutamente no!!! Nonostante la conclusione del rapporto di praticantato ho dovuto litigare ferocemente per ottenere la firma sul libretto.


ARIANNA: “PRATICA LEGALE, SCHIAVISMO DEL NUOVO MILLENNIO”. Sono Arianna, 27 anni, laurea triennale in scienze giuridiche europee e transnazionali, laurea specialistica in giurisprudenza a Bologna, entrambe nei tempi e con voti oltre il 100. Un’esperienza Erasmus in Germania e un master internazionale in proprietà industriale in Italia. Parlo correntemente inglese e tedesco, ho già lavorato durante l’università per non essere totalmente a carico dei miei. Dopo la laurea mi sono trovata a fare i due anni di schiavismo del nuovo millennio altrimenti definiti pratica forense. Non ho imparato a scrivere. Ma ho imparato a rispondere al telefono, fare fotocopie fronte/retro, litigare in cancelleria, depositare a tempo record, liquidare i clienti che il dominus non voleva ricevere, tanto da trovarmi talvolta anche in situazioni poco piacevoli. Il tutto gratis per due anni, sentendomi dire che nonostante lavorassi gratis per 10 ore al giorno non facevo abbastanza. Quest’anno ho l’esame di Stato, lo faccio perché voglio il titolo, ma vi potete scordare che io vada a fare l’avvocato in qualche studio. Piuttosto vado a fare qualsiasi altro lavoro, pagato (anche poco), ma perlomeno dignitoso. Forse all’estero sapranno apprezzare e ricompensare la mia professonalità e la mia preparazione. Questo sistema non funziona e fra 10 anni questo paese si accorgerà di aver perso tante occasioni quanti siamo noi giovani che ce ne andiamo disgustati da una classe politica che pensa solo al breve periodo e non è capace di guardare al futuro. Mi dispiace, ma non intendo contribuire a pagare la pensione a quelli che oggi non fanno che trattarci come schiavi.


MARCO, PAGATO DALLO STATO 36 CENTESIMI L’ORA. Mi sono laureato con lode in Giurisprudenza a 24 anni, 6 mesi e 15 giorni, in meno dei cinque anni previsti, a luglio 2009. Da dicembre 2008, però, avevo iniziato la pratica notarile, con l’intenzione di diventare notaio: attività che si è protratta per 18 mesi, fino a luglio 2010, senza rimborso spese alcuno. Da settembre 2010 ad oggi, ormai 27enne, sono stato praticante avvocato presso l’ufficio legale di una Pubblica Amministrazione: l’orario richiesto è quello d’ufficio, peraltro flessibile – e dunque molto più favorevole di quello cui devono sottostare la maggior parte dei praticanti avvocati – ma il rimborso spese è di 250 euro mensili, versati con cadenza trimestrale, non regolare. Dunque ogni tre mesi arrivano 750 Euro: calcolando 35 ore lavorative settimanali per 5 giorni alla settimana e 20 giorni lavorativi mensili, fa 0,36 euro l’ora (35×5=175 ore settimanali; 175×4=700 ore mensili; 250:700= 0,3571429 Euro l’ora). Sono così fortunato da avere alle spalle una famiglia economicamente solida, che mi sostenta interamente, ma mi chiedo quali prospettive riservi per il futuro un simile sistema, non solo a me, ma anche ad altri meno fortunati. Resta la sconcertante constatazione che la provenienza di censo è (ri)diventata determinante nel decidere cosa uno potrà o non potrà fare nella vita, e realizzarlo non è piacevole nemmeno per chi, pur nato “dalla parte giusta”, ha sete di giustizia, soprattutto sociale.


ANTONELLA, CON REGOLARE CONTRATTO: MAI RISPETTATO. Sono Antonella, ventiquattro anni e vi scrivo da Reggio Calabria. La mia condizione lavorativa è apparentemente discreta, infatti lavoro come segretaria in uno studio legale da ben cinque anni, regolarmente assunta con contratto a tempo indeterminato. Dietro questo contratto si celano delle condizioni che vanno ben oltre la precarietà: stipendio al di sotto del minimo sindacale per lo svolgimento del doppio delle ore previste dal contratto (400 € per 8 ore di lavoro al giorno), straordinari non retribuiti, 15 giorni di ferie l’anno su quattro settimane previste dalla legge e zero pretese per non perdere il posto. Aggiungiamo il fatto che mi ritrovo a pagare tasse e a subire costi rapportati a un reddito che non percepisco realmente. Queste sono le condizioni a cui oggi è possibile trovare un posto di lavoro. Ed è questo il motivo per cui non si può dar torto a quei giovani che valutano e optano per l’idea di rimanere a casa dai genitori. Io non ce l’ho avuta la possibilità di scegliere quest’alternativa, sono costretta a procurarmi un sostentamento, sono costretta quindi ad accettare le suddette misere condizioni.


Fonte: ilfattoquotidiano.it